Il costo umano dei muri: la società civile lancia la sfida sui centri in Albania

Centri in Albania: il costo della democrazia | Notizie Migranti

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Mentre il nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo – entrato ufficialmente in vigore lo scorso 12 giugno – inizia a mostrare i suoi primi effetti nelle aule di tribunale e lungo le frontiere, cresce la resistenza della società civile italiana.
Proprio oggi, il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) ha dato il via alla campagna “Renditi Conto – Centri in Albania. Il costo non è solo economico”, un’iniziativa che mira a squarciare il velo di silenzio che avvolge le strutture realizzate dal governo italiano oltre confine.

La preoccupazione, condivisa da giuristi e attivisti, non riguarda soltanto l’impiego dei fondi pubblici, ma il rischio reale di creare “zone grigie” dove le garanzie democratiche e il diritto d’asilo rischiano di essere sospesi. Come evidenziato recentemente dagli analisti su Giustizia Insieme, il successo (o il fallimento) delle nuove norme UE non si giocherà a Bruxelles, ma nell’effettiva applicazione di procedure che, sotto la spinta della “securitizzazione”, minacciano di sacrificare i diritti fondamentali sull’altare dell’efficienza burocratica.

I dati aggiornati del Ministero dell’Interno confermano un trend di flessione negli arrivi rispetto agli anni precedenti, ma i numeri non devono trarre in inganno: la gestione dei flussi rimane un terreno di scontro etico. La sfida che ci attende non è la riduzione dei numeri, ma la tenuta dello Stato di diritto in un contesto dove il soccorso e l’accoglienza vengono sempre più interpretati come variabili di controllo geopolitico. Per Notizie Migranti, ribadire che dietro ogni pratica c’è una persona è l’unico modo per opporsi a questa deriva.

Non lasciarla invisibile

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